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U.D.i.RE: “TUTELIAMO LE DONNE, MA SENZA ODIARE GLI UOMINI”

Nell’ambito della violenza familiare, U.D.i.RE non intende assolutamente sminuire e/o negare la violenza che le DONNE subiscono, ma nel piú assoluto rispetto della Convenzione di Istanbul (che non dimentica certo di ricordare che anche UOMINI e BAMBINI possono essere vittime di violenza), ritiene necessario affrontare il problema dei maltrattamenti rifiutando quelle rappresentazioni troppo semplificate della realtá, quegli stereotipi che attribuiscono a priori a tutti quelli che appartengono a un genere le stesse caratteristiche.(…)

LA CONVENZIONE DI ISTANBUL DELL’11 MAGGIO 2011, RATIFICATA IN ITALIA IL 19.06.2013

CONVENZIONE DEL CONSIGLIO D’EUROPA SULLA PREVENZIONE E LA LOTTA CONTRO la violenza nei confronti delle Donne E LA VIOLENZA DOMESTICA

GAZZETTA UFFICIALE – SCARICA LACONVENZIONE .pdf

PREAMBOLO

(…) Riconoscendo che la violenza domestica colpisce le donne in modo sproporzionato E CHE ANCHE GLI UOMINI POSSONO ESSERE VITTIME DI VIOLENZA DOMESTICA;

RICONOSCENDO CHE I BAMBINI SONO VITTIME DI VIOLENZA DOMESTICA ANCHE IN QUANTO TESTIMONI DI VIOLENZE ALL’INTERNO DELLA FAMIGLIA;


ARTICOLO 2 – CAMPO DI APPLICAZIONE DELLA CONVENZIONE

LA PRESENTE CONVENZIONE SI APPLICA A TUTTE LE FORME DI VIOLENZA CONTRO LE DONNE, COMPRESA LA VIOLENZA DOMESTICA, CHE COLPISCE LE DONNE IN MODO SPROPORZIONATO.
(…)


ARTICOLO 3 – DEFINIZIONI

AI FINI DELLA PRESENTE CONVENZIONE: CON L’ESPRESSIONE “VIOLENZA NEI CONFRONTI DELLE DONNE” SI INTENDE DESIGNARE UNA VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI E UNA FORMA DI DISCRIMINAZIONE CONTRO LE DONNE, COMPRENDENTE TUTTI GLI ATTI DI VIOLENZA FONDATI SUL GENERE CHE PROVOCANO O SONO SUSCETTIBILI DI PROVOCARE DANNI O SOFFERENZE DI NATURA FISICA, SESSUALE, PSICOLOGICA O ECONOMICA, COMPRESE LE MINACCE DI COMPIERE TALI ATTI, LA COERCIZIONE O LA PRIVAZIONE ARBITRARIA DELLA LIBERTÀ, SIA NELLA VITA PUBBLICA, CHE NELLA VITA PRIVATA;

L’ESPRESSIONE “VIOLENZA DOMESTICA” DESIGNA TUTTI GLI ATTI DI VIOLENZA FISICA, SESSUALE, PSICOLOGICA O ECONOMICA CHE SI VERIFICANO ALL’INTERNO DELLA FAMIGLIA O DEL NUCLEO FAMILIARE O TRA ATTUALI O PRECEDENTI CONIUGI O PARTNER, INDIPENDENTEMENTE DAL FATTO CHE L’AUTORE DI TALI ATTI CONDIVIDA O ABBIA CONDIVISO LA STESSA RESIDENZA CON LA VITTIMA;

PER “VITTIMA” SI INTENDE QUALSIASI PERSONA FISICA CHE SUBISCE GLI ATTI O I COMPORTAMENTI DI CUI AI PRECEDENTI COMMI A E B;


CAPITOLO III – PREVENZIONE

ARTICOLO 12 – OBBLIGHI GENERALI

1. LE PARTI ADOTTANO LE MISURE NECESSARIE PER PROMUOVERE I CAMBIAMENTI NEI COMPORTAMENTI SOCIO-CULTURALI DELLE DONNE E DEGLI UOMINI, AL FINE DI ELIMINARE PREGIUDIZI, COSTUMI, TRADIZIONI E QUALSIASI ALTRA PRATICA BASATA SULL’IDEA DELL’INFERIORITÀ DELLA DONNA O SU MODELLI STEREOTIPATI DEI RUOLI DELLE DONNE E DEGLI UOMINI.
(…)
3. TUTTE LE MISURE ADOTTATE AI SENSI DEL PRESENTE CAPITOLO DEVONO PRENDERE IN CONSIDERAZIONE E SODDISFARE I BISOGNI SPECIFICI DELLE PERSONE IN CIRCOSTANZE DI PARTICOLARE VULNERABILITÀ, E CONCENTRARSI SUI DIRITTI UMANI DI TUTTE LE VITTIME.
(…)

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