CENTRO DI ASCOLTO

Lo “Sportello di Ascolto” è il luogo in cui professionisti ed operatori volontari accolgono le persone vittime di violenza (fisica, psicologica, economica…) nella loro integrità; una porta aperta al mondo dove il nostro team ascolta e “legge” con attenzione i racconti di sofferenza della persona; uno spazio di ascolto dei vissuti e delle esperienze traumatiche legate alla storia delle persone, finalizzato a promuovere un percorso di fuoriuscita dalla violenza, di autonomizzazione e adattamento alle nuove condizioni di vita.

Come funziona:

Attraverso un primo colloquio, si accoglie la richiesta di aiuto, si valuta il rischio di recidiva esistente, si sostiene la gestione della situazione contingente e si pongono le basi per lo sviluppo di un primo percorso di uscita dalla situazione di sofferenza o maltrattamento.

Il servizio è rivolto non solo alle vittime di reati dolosi/colposi, ma anche alle persone ad esse affezionate.

Attraverso un’equipe multiprofessionale (psicologi, psicoterapeuti e psichiatri) e multidisciplinare, si propongono percorsi specialistici di psicoterapia individuale, di coppia, familiare e di gruppo; psicoterapia dell’età evolutiva; visite psichiatriche; percorsi integrati (psicoterapia e consultazione psichiatrica); visite di neuropsichiatria infantile.

L’attività clinica si concentra soprattutto sulla ricostruzione della storia personale e familiare delle persone in difficoltà, accogliendone le fragilità e favorendone la capacità di affrontare il disagio.

Nel rispetto del codice etico professionale, le informazioni ed i contenuti professionali che emergono negli incontri sono strettamente riservati.

Art.3 codice deontologico:

“Lo psicologo considera dovere accrescere le conoscenze sul comportamento umano ed utilizzarle per promuovere il benessere psicologico dell’individuo, del gruppo e della comunità. In ogni ambito professionale opera per migliorare la capacità delle persone di comprendere se stessi e gli altri e di comportarsi in maniera consapevole, congrua ed efficace”.

Riconoscere un momento di difficoltà e rivolgersi ad uno psicologo vuol dire essere consapevoli di sè, valutare i propri limiti e sentire la necessità di trasformarli in risorse.

A differenza di ciò che comunemente si crede, nel momento in cui si chiede aiuto si sta attivando la parte più forte di noi, non la più fragile: si sceglie di accedere al diritto di raggiungere un maggiore stato di vitalità e di benessere, non ci si rassegna a vivere un’esistenza “a metà.

L‘Organizzazione Mondiale della Sanità ha incluso il benessere psicologico nel concetto di salute: gli individui devono avere la possibilità di sentirsi a proprio agio nelle circostanze in cui si trovano a vivere. Secondo la definizione dell’OMS il benessere psicologico è quello stato nel quale l’individuo è in grado di sfruttare le sue capacità cognitive, emotive, comportamentali e relazionali per rispondere alle esigenze quotidiane della vita di ogni giorno, stabilire relazioni soddisfacenti e mature con gli altri, adattandosi costruttivamente alle condizioni esterne e ai conflitti interni.

Una buona salute mentale consente agli individui di realizzarsi, di supeare le tensioni della vita di tutti i giorni, di lavorare in maniera produttiva e di contribuire alla vita della comunità”. Questo afferma la dott.ssa Margaret Chan, Direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nella prefazione dell’ebook Piano d’azione globale per la Salute Mentale.

Un incontro con lo psicologo è, prima di tutto, un incontro tra persone.

L’obiettivo è valutare insieme la richiesta di aiuto.

Si può pensare il percorso della consulenza come un processo di collaborazione tra una parte (lo psicologo), che possiede strumenti importanti di cura, ed una parte (il paziente), che è motivato ad avvicinarsi a tali strumenti dal desiderio di recuperare frammenti della propria storia personale cui ridare un senso.

Poichè la consulenza psicologica è prima di tutto un incontro tra persone, ritengo opportuno trattare tutte le informazioni (tempi, frequenza, obiettivi, onorario) nel corso del primo appuntamento, che consente di ottenere tutte le informazioni necessarie per valutare, da entrambe le parti, l’eventuale decisione di intraprendere un percorso di consulenza e mettere a fuoco quale sarà l’obiettivo degli eventuali incontri seguenti.