Mimmo Zardo e il suo Avv. Rita Ronchi a “Uno Mattina”

https://buonacausa.org/cause/per-riabbracciare-erik-orfano-di-padre-vivo-e-patria

Un caso incredibile, purtroppo tra i tanti che la nostra associazione segue da vicino: l’ennesimo cittadino abbandonato a se stesso dalle istituzioni italiane.

Un Super Papà da anni impegnato in prima fila nella difesa dei bambini; un Uomo che ci piace definire eroe perché, nonostante il dolore patito, non si è mai arreso. Mimmo Zardo: “Un padre a cui hanno strappato il cuore” rubandogli l’unico figlio; una triste storia di sottrazione internazionale di minore in cui lo Stato italiano, le Istituzioni e la solita politica “ingorda di voti” hanno dimostrato tutta la loro incapacità nel tutelare i diritti dei propri cittadini e soprattuto dei bambini.

ALICE SUPERIORE. Caso Mimmo Zardo: venerdì in Tribunale la sentenza

VIOLENZA, ALLA RICERCA DEL CARNEFICE

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “La violenza: alla ricerca del carnefice” è il titolo del convegno che si è tenuto sabato 23 novembre nel Comune di San Benedetto del Tronto, promosso dall’assessore alle Pari Opportunità, Antonella Baiocchi.

Vincenzo Luciani, moderatore del convengo, ha spiegato:«L’intento dell’iniziativa è quella di dare voce a tutte le vittime e superare le falle dell’attuale cultura della violenza per potenziare le politiche di prevenzione e contrasto», descrivendo l’iniziativa come “un’occasione formativa in cui si sono voluti coraggiosamente contrastare i luoghi comuni fallaci della cultura dominante in merito alla violenza”.

Secondo l’assessore Antonella Baiocchi (autrice del libro “La violenza non ha sesso”): «Se allarghiamo la panoramica e includiamo le altre tipologie di vittime appare chiaro che qualcosa non torna. Per comprendere la matrice alla base della violenza nella relazione, è necessario alzare gli occhi ed andare oltre una certa ideologia che vede la violenza “unidirezionale”, cioè esercita sempre e solo dall’uomo nei confronti della donna: questo è assolutamente  vero per quanto riguarda le vittime di femminicidio, il cui contrasto è uno dei maggiori obiettivi, mio personale che di tutta l’Amministrazione Comunale, ma come hanno dimostrato i relatori che mi hanno preceduto, non è un concetto generalizzabile a tutte le violenze che si consumano nell’ambiente domestico ed affettivo. Crediamo sia necessario andare oltre per comprendere una dinamica sottostante che induce ad agire violenza su diverse tipologie di vittime indipendentemente dal sesso, dall’età, dal ceto sociale, dalla razza, dall’orientamento sessuale».

Al convegno hanno partecipato anche:
la Dott.ssa Patrizia Montalenti, fondatrice dell’Associazione Ankyra (Centro Antiviolenza per tutte le vittime indipendentemente dal genere di appartenenza) che ha focalizzato il suo intervento sulla violenza subita dagli uomini con la relazione “La violenza sugli uomini: una realtà ancora negata”, con l’obiettivo di far riflettere in merito al fatto che “le relazioni violente coinvolgono donne, uomini, bambini e anziani” e sulla necessità di “mettere al centro la Persona accogliendo e supportando le vittime a prescindere dal genere di appartenenza”.

La giornalista del Resto del Carlino, Stefania Mezzina che ha portato una relazione dal titolo “In evidenza dalla cronaca: la violenza non ha sesso” e rappresentato fatti di cronaca degli ultimi 20 anni che hanno permesso di mettere in evidenza come nei drammi familiari e relazionali vittime e carnefice non hanno sesso.

Alienazione genitoriale: i primi segnali

Salvare un bambino dalla Alienazione Genitoriale è anche una corsa contro il tempo, che può iniziare riconoscendo i primi sintomi, capendo il disagio del bambino ed aiutandolo adottando i comportamenti atti ad alleviare il problema, identificando con quale tipologia di genitore alienante si ha a che fare (in grado di correggersi dopo aver discusso cosa rischia il bambino, o tale da necessitare un intervento giudiziario — purtroppo spesso nè rapido nè deciso).

  • Il bambino non è a suo agio con il genitore bersaglio della alienazione, smette di parlare liberamente, dando risposte brevi; si comporta in modo rude ed aggressivo.
  • I tempi di visita vengono unilateralmente ridotti dall’altro genitore rispetto a quanto deciso dal Tribunale; ad esempio permettere al figlio di scegliere se vedere o no il genitore bersaglio, scavalcando le decisioni del Tribunale; comportamenti irragionevolmente rigidi riguardo al calendario deciso dal Tribunale motivati dall’ostacolare il genitore bersaglio; tentare il figlio con altre attività che interferiscono con i contatti con il genitore bersaglio;

È inoltre possibile inizialmente riconoscere il problema dal comportamento alienante dell’altro genitore prima ancora che abbia effetti sul figlio:

  • Il genitore alienante parla in modo aggressivo o spregiativo del genitore bersaglio in presenza del bambino, iniziando a definirlo, senza ragione valida, come pericoloso od abusante; finge di proteggerlo dal genitore bersaglio quando non vi è nessun pericolo; dà al figlio l’impressione di sentirsi ferita/o se è felice con il genitore bersaglio;
  • Il genitore alienante racconta al figlio i dettagli della separazione attribuendone le colpe al genitore bersaglio; lo incolpa della mancanza di denaro o altri problemi in presenza del figlio;
  • Il genitore alienante rifiuta di fornire accesso ai dati scolastici e sanitari del figlio o alle attività extra-scolastiche;
  • Il genitore alienante tenta false accuse, si allea con associazioni note in tal senso.

Fonte: http://www.alienazione.genitoriale.com/

A GIAVENO APRE IL PRIMO “PUNTO DI ASCOLTO ANTIVIOLENZA” A DIFESA DI TUTTE LE PERSONE

Dal 16 settembre, in collaborazione con l’A.S.D. Circolo Ricreativo Centro Sociale Aperto, presso i locali di Via Maria Ausiliatrice 67, l’Associazione U.D.i.RE (Uomini e Donne in Rete contro ogni forma di violenza) aprirà le porte del primo “Punto di Ascolto Antiviolenza” della Città di Giaveno.
Inaugurato stamane in occasione dell’evento “Giaveno in Rete contro ogni forma di violenza” alla presenza dei rappresentanti delle Istituzioni locali, regionali e nazionali, nonché di diversi rappresentanti del mondo associativo tra i quali ci piace ricordare: il Dott. Armando Murella Segretario del Sindacato UGL Piemonte, il Dott. Eugenio Bravo Segretario del SIULP Torino e la Dott.ssa Gabriella Mieli in rappresentanza di WFWP Italia, il CdA nasce per rispondere al bisogno di creare nel territorio un servizio di riferimento specifico che abbia come mission quella di sostenere tutte le persone vittime di violenza, senza porsi alcun limite di genere.
Infatti, il “Centro di Ascolto Antiviolenza U.D.i.RE” metterà a disposizione delle persone, diversi servizi gestiti da un equipe di volontari e professionisti: dalla reperibilità telefonica e via mail al n. 379.1175865 e all’indirizzo [email protected], a colloqui di accoglienza in un luogo riservato, in cui le persone che vivono uno stato di disagio, potranno trovare qualcuno che le accoglie, le ascolta, ridona loro fiducia e le accompagna alla conoscenza e all’utilizzo delle risorse disponibili.
U.D.i.RE coglie l’occasione per ringraziare tutta l’amministrazione comunale, per aver fin da subito abbracciato con grande entusiasmo un progetto volto ad offrire a tutta la cittadinanza uno strumento finalizzato a contribuire alla diffusione della cultura dell’antiviolenza, della solidarietà, di pari opportunità e lotta ad ogni forma di discriminazione.

Ufficio Stampa U.D.i.RE