EMOTIVAMENTE

Numerosi studi hanno dimostrato che la dimensione del gruppo puó essere un utile strumento per il trattamento delle persone vittime di qualsiasi forma di violenza, sia da sola che in concorso con il sostegno individuale.

La partecipazione ai gruppi riduce nel tempo i sintomi depressivi, che in genere fanno la loro comparsa in seguito al primo episodio di violenza, e aiuta inoltre gli individui che hanno subito violenza a comprendere che il loro dolore è condiviso e comprensibile e a sentirsi incoraggiati e supportati mediante un atteggiamento non giudicante.

Le parole e le emozioni giocano un ruolo chiave nel mantenere un fenomeno endemico come quello della violenza, che si declina in molteplici forme: violenza domestica, stalking, mobbing, conflittualità coniugale. Ogni qual volta una parola giustifica un gesto di violenza, allora quella parola agisce essa stessa come violenza, poiché nega, sminuisce, banalizza la sofferenza vissuta dalla vittima. Per questo, crediamo che le parole siano importanti, così come lo sono le emozioni connesse, quelle suscitate e vissute.


CARATTERISTICHE DEL GRUPPO PAROLA

Un percorso di incontri quindicinale e un gruppo composto da un minimo di 5 ad un massimo di 15 persone, in cui tra le tecniche usate un ruolo chiave è ricoperto dal roleplaying o gioco di ruolo con il quale vengono messe in scena specifiche dinamiche relazionali che permettono all’individuo di comprendere come stare nella relazione senza utilizzare la manipolazione o senza subirla. Inoltre tale tecnica è utile nell’acquisizione di abilità come l’espressione della rabbia: il riconoscimento della sua legittimità senza essere necessariamente giudicati o abusati è un modo per riacquisire potere e dignità per sé stessi.


OBIETTIVI

  1. Condivisione e riconoscimento delle emozioni provate, in un clima non giudicante, di fiducia e di rispetto reciproco, dove i partecipanti sono accomunati da esperienze simili;
  2. Uscire dal silenzio, dall’isolamento e dall’indifferenza che le vittime di violenza si trovano spesso ad affrontare;
  3. Aumento del benessere psicofisico e della consapevolezza di sé e delle dinamiche in atto in situazioni di violenza;
  4. Ricostruzione di un’immagine di sé positiva e attiva, come individuo in grado di utilizzare le proprie risorse al fine di vivere una vita soddisfacente;
  5. Superamento dei ricordi traumatici di violenza e recupero di un senso di agentività sugli eventi, che a causa della violenza puó essere perduto.

SEDE

10143 TORINO, Via Luigi Cibrario n.11 (a 100 metri da P.zza Statuto)

PROGETTO IN COLLABORAZIONE CON L’ASSOCIAZIONE GE.SE.FI ONLUS